Il nuovo anno è alle porte e presto il sipario calerà sul 2011. Difficile però che Andrea Giovi se ne possa dimenticare. Troppe le cose belle accadute al libero della Energy Resources San Giustino, sia dentro che fuori dal campo. La prima volta in maglia azzurra, il Campionato Europeo, la Coppa del Mondo, ma soprattutto lei, Sabrina, la figlia avuta dalla compagna Annalisa che lo ha reso papà. Una serie di eventi che Andrea a inizio stagione avrebbe difficilmente immaginato: “Nel periodo estivo ho lavorato con la Nazionale B, allenata da Bonitta, perché non ero stato inserito nella lista della World League. Se devo dire la verità, pur sperandoci sempre, non credevo che sarei stato convocato per gli Europei. Poi però…”. Ad agosto, invece il ct Berruto lo chiama eccome. Il tempo di qualche amichevole, il Memorial Wagner in Polonia e poi subito titolare agli Europei: “Un grande onore. Indossare la maglia azzurra in una competizione di così alto livello mi ha dato una gioia immensa. Aggiungiamoci poi che il gruppo è fantastico e quindi inserirsi è stato molto semplice. Il primo a sostenermi era Andrea (Bari), con il quale in teoria dovevamo essere in competizione”. L’emozione però è tanta e capita così che a volte si trasformi in uno scotto da pagare: “Non lo nego in Austria e Repubblica Ceca ho sentito parecchio il peso della maglia. Essendo la mia prima volta in una competizione così importante ho avvertito molta pressione. Mi sono divertito molto di più alla World Cup”. In Giappone Giovi è stato un grande protagonista della cavalcata che ha visto gli azzurri sfiorare la qualificazione olimpica: “Un torneo eccezionale dove puoi veramente dire di affrontare i migliori al mondo. Con alle spalle gli Europei, me la sono gustata appieno. Penso di essere cresciuto molto a livello personale”. E poi c’è quel premio di Mvp contro il Brasile, coronato da un successo che all’Italia mancava da 8 anni: “In primis voglio sottolineare come quel premio lo meritasse tutta la squadra per l’impresa compiuta. Detto questo è logico che sono stato felicissimo, soprattutto perché la mia prestazione è valsa una vittoria. Il premio è una sorta di ricordo materiale, un qualcosa di concreto che ogni volta guardo mi fa venire in mente quella splendida giornata.” Nella Coppa del Mondo, oltre a difese e ricezioni, è emersa tutta la sua grinta che non ha risparmiato nemmeno gli arbitri (vedere il video per credere): “La foga agonistica non mi manca, anzi spesso devo tenerla a freno, perché si rischia di esagerare e perdere il sangue freddo. Tuttavia, sarà una questione di carattere, un atteggiamento “serioso” in campo non riesco a tenerlo. Sono un tipo grintoso, non mi ci vedo proprio a essere troppo composto”. Tornando indietro di qualche mese, più precisamente al 21 giugno, per Andrea è arrivato un altro esordio, questa volta nel ruolo di papà: “Sabrina mi ha cambiato la vita, l’ha migliorata in maniera incredibile. Io e la mia compagna (Annalisa) volevamo tanto un figlio e abbiamo avuto subito questa gioia. Più passano i mesi e più mi accorgo di quanto sono fortunato. In più la notte dorme e non si lamenta, che cos’altro si potrebbe desiderare…”. Oltre alla famiglia il suo presente si chiama San Giustino, con un campionato che per gli umbri è iniziato in salita: “Bisogna essere realisti, rispetto a inizio stagione gli obiettivi sono cambiati. La prima cosa da fare è tirarsi fuori dalle ultime due posizioni della classifica. Abbiamo tutti i mezzi per farlo e sono convinto ci riusciremo. In palestra stiamo lavorando bene, dobbiamo solo ritrovare i giusti equilibri e poi arriveranno i risultati.” Andrea ha indicato la strada, chiunque ci si metta di mezzo sappia una cosa, lui non si fermerà. (www.ivolleymagazine.it)
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Sotto il segno di Giovi
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