Ci ha salutato pochi giorni fa a 81 anni Yatsutaka Matsudaira. Alla maggior parte dei nostri appassionati lettori questo nome dirà poco o probabilmente niente. Eppure è uno dei padri della pallavolo moderna. Il volley ha assunto la dignità di disciplina olimpica nel 1964 a Tokyo. La leggenda vuole che questa disciplina fosse molto famosa nel paese del Sol Levante, ma non è proprio così. Lo divenne veramente proprio dopo il torneo olimpico e grazie alle eccezionali prestazioni dei ragazzi di Matsudaira.
Quel Giappone giocava una pallavolo dinamica e veloce, in cui gli atleti si muovevano armonicamente sul campo. La grande potenza fisica delle squadre dell’est Europa, che dettavano legge fu sfidata e poi battuta. Il “maestro” giapponese diceva: “una squadra di pallavolo è come un’orchestra ognuno dei componenti deve svolgere alla perfezione il suo ruolo, deve intervenire nel momento e con precisione”.
E lui divenne il più grande direttore d’orchestra del mondo della pallavolo. Era un tecnico, un maestro e uno stratega, e ha rivoluzionato il gioco mettendo a punto l’attacco veloce, che era così ben adatto alla struttura fisica dei suoi giocatori. Matsudaira ha dedicato alla pallavolo la maggior parte della sua vita. Ha vestito la maglia della nazionale dal 1954 al 1960. Poi smesse le ginocchiere ha iniziato ad allenare. La sua carriera in panchina è stata una vera escalation: bronzo ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964, argento ai Giochi Olimpici del Messico 1968, poi finalmente l’oro ai Giochi Olimpici di Monaco 1972.
Chiusa l’avventura di tecnico si ha iniziato quella di dirigente, nazionale ed internazionale. Vice presidente Fivb dal 1982, presidente dell’Associazione Asiatica, vicepresidente del Comitato Olimpico nipponico. Sotto la sua guida il Giappone ha iniziato ad essere uno dei punti di riferimento del volley Mondiale, a livello organizzativo una macchina senza sbavature.Con lui se ne va uno dei grandi padri del volley. (www.ivolleymagazine.it)







